Con chi andare nelle gole
Attualmente, causa la mancanza di un regolamento d'accesso, si può andare anche da soli o in gruppo senza una guida. Si ricorda che avere vicino una guida esperta delle gole e delle sue timpe (rocce) si può rivelare fondamentale per la sicurezza personale. Vista la crescente richiesta degli ultimi anni, si consiglia di prenotare le guide in tempo.

Quando andare nelle gole
Conviene percorrere il corso d'acqua del T.te Raganello in piena estate o, al massimo, poco prima o poco dopo. Negli altri periodi lo si potrebbe comunque fare, ma la troppa e torbida acqua, unita ai frequenti smottamenti delle alte pareti, la rendono estremamente pericolosa. In queste stagioni, se ne può approfittare esplorandole da altri punti d'accesso: lungo le originali mulattiere e sentieri, lungo gli strapiombanti terrazzi, fino ad arrivare ai numerosi e panoramici belvedere. In ogni caso è fondamentale una regola assoluta: è indispensabile assicurarsi che le condizioni meteorologiche siano buone. Con pioggia (anche a monte del torrente), soprattutto se c'è anche vento, è pericolosissimo.

In una escursione nelle Gole del Raganello, bisogna tenere conto di molteplici pericoli che, se sottovalutati, potrebbero portare a conseguenze davvero serie. Come per un qualsiasi itinerario, bisogna essere molto prudenti e non spavaldi nell’affrontarlo.

Sassaiole
Sono le più pericolose e purtroppo le più frequenti. Sono interessati a questo fenomeno sia il fondo della gola (quello più insidioso) che i sentieri e percorsi lungo le pareti che formano le gole. La caduta dei sassi è provocata principalmente da fattori naturali (vento, pioggia, frane, ghiaccio, radici, ecc.) ma a volte anche da animali -uomo compreso- (in prevalenza capre ma anche piccoli roditori, istrici, volpi e… incauti escursionisti). Lungo le Gole, vi sono aree particolarmente pericolose, dove i sassi si accumulano (ad esempio nei canali e sui terrazzi) ed è sufficiente una minima vibrazione per farli cadere. Anche  i periodi stagionali  hanno molta influenza. In inverno, grazie alle basse temperature e all’assenza di molti animali ed escursionisti, buona parte delle pietre (almeno nei periodi più freddi) rimane sulle pareti accumulandosi per... la primavera! In estate, la stagione in cui la frequenza degli escursionisti aumenta notevolmente soprattutto nel fondo delle gole, i sassi che cadono possono provocare danni maggiori. Il terreno si secca, diminuendo la sua compattezza, e inoltre qualche escursionista incurante, lungo le pareti, può far cadere giù sassi (volontariamente o meno) per calcolare l’altezza!!! Purtroppo rimedi alle sassaiole non ve ne sono. Si dovrà stare solamente un po’ allerta, evitare il più possibile le zone maggiormente pericolose e portarsi con se un casco (a volte può dimostrarsi di rilevante importanza).
Si raccomanda di NON LANCIARE SASSI, nemmeno se si è sicuri che giù non ci sia nessuno.

Piene improvvise
Sono rare ma molto pericolose, soprattutto nelle belle stagioni. In inverno si sa che il fiume è sempre in piena. Le piene improvvise possono presentarsi sia lungo il percorso principale del T.te Raganello sia lungo gli affluenti, soprattutto quelli a canyon (Grimavolo, Caccavo, Mancosa, ecc.), principalmente dove questi sboccano nelle gole principali. Più volte alcuni gruppi di escursionisti sono rimasti bloccati per essersi avventurati in giorni con condizioni atmosferiche incerte. La loro fortuna è stata di aver trovato in tempo zone alte (fra l’altro, difficili da trovare) dove la piena d’acqua non arriva.
Nei decenni scorsi sono accaduti, fra i contadini e i pastori locali, numerosi incidenti mortali, causa l’annegamento. Essi si avventuravano inconsciamente nelle gole o meglio erano costretti ad andarci per controllare i loro armenti o per raggiungere altre contrade o anche per procurarsi cibo.

Serpenti
Le Gole del Raganello sono posizionate, come si sa, nel meridione d’Italia e la quota sul livello del mare del loro letto è mediamente di 400 m. Da questo si può facilmente dedurre che il clima è molto adatto alla prolificazione dei serpenti, inclusi quelli velenosi. Per fortuna questi ultimi non sono troppo numerosi, o meglio non vi sono troppe specie. Se vi capita di essere morsi, accertatevi, come prima cosa, che il serpente sia velenoso. In caso di incertezza, considerate l’ipotesi peggiore. Evitare di essere morsi è possibile se si sta un po’ attenti. I serpenti prediligono i posti assolati. È durante l’avvicinamento o l’uscita delle gole che vi sono più serpenti velenosi.

Oscurità 
Essere sorpresi dal buio in zone aperte può provocare qualche problema (ad esempio se sono presenti strapiombi), ma se si è in una gola, anche con la la luce della luna piena sarà impossibile percorrerle, a meno che si abbia un ottimo impianto di illuminazione. É consigliabile trovare, prima del buio totale (rassegnandosi all’evidenza!), un buon posto e aspettare con pazienza le prime luci dell’alba. In estate la notte non è poi così lunga e fredda. In questo caso fare attenzione a non bagnarsi poco prima di fermarsi.

Perdita d’orientamento 
Finchè si è nel fondo delle gole, seguendo il corso del canyon, non vi saranno problemi. Nel caso in cui non si riesca a seguire il letto del torrente... prendete inconsiderazione l'idea che l'attività escursionistica non sia adatta a voi!! Siccome attualmente (2009) tutti i sentieri non sono segnalati e la maggior parte di essi sono poco curati, ci si può facilmente smarrire. In questo caso, prima che sia troppo tardi, individuate un buon posto e aspettate con pazienza l’arrivo o il passaggio di qualcuno, oppure cercate di ritrovare la via percorsa all’andata se il tempo e la luce lo permettano.

Infortunio 
Infortunarsi nelle gole non è poi così difficile. Le slogature, i colpi di sole e tutti gli altri danni provocati dai pericoli descritti precedentemente creano numerose difficoltà in un terreno del genere. Uscire dalle gole con un ferito, soprattutto se grave, è un’impresa abnorme.

Cercate quindi di essere sempre concentrati e non farvi male e non andate mai da soli. Se proprio è indispensabile, comunicate a qualcuno serio e fidato il posto preciso, l’ora di partenza e il presunto arrivo dell’escursione.

In caso di infortunio contattare il “Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico”.

Abbigliamento ed attrezzatura per le escursioni 
In base al tipo di gola, c'è bisogno di un'adeguata attrezzatura e abbigliamento. In qualsiasi caso, però, vanno applicate alcune regole:

  • l'utilizzo del casco si può rivelare fondamentale in caso di caduta massi (relativamente piccoli) o se si cade battendo la testa;
  • utilissima può essere l'attrezzatura d'emergenza (pila a wonder possibilmente, coltello milleusi, vestiari di ricambio compreso un altro paio di scarpe per l'accesso e l'abbandono dalle gole, etc.);
  • per evitare che il cibo, i ricambi, la macchina fotografica, etc. si bagnino irreparabilmente ci vuole uno zaino anfibio o contenitore stagno.

Nel caso del Raganello, poiché le escursioni proposte si dividono in escursioni per escursionisti esperti (EE) e per escursionisti con attrezzatura (EEA), l'equipaggiamento è più numeroso. Per le escursioni EE, oltre alle sopraccitate voci, la dotazione dovrà comprendere anche

  • un paio di calzature alte, termiche e con suola che garantisca una buona aderenza anche con acqua (vibram, caucciù, etc.). Devono proteggere i malleoli e prevenire slogature;
  • rimanendo a volte nell'acqua e all'ombra per più tempo un pantalone di muta (spessore medio/piccolo) è utile. Va comunque coperto da uno di stoffa in modo che non si rovini a causa delle numerose strisciate;
  • uno spezzone di corda di 15 metri circa servirà per poter superare più agevolmente alcuni passaggi;
  • chi non sa nuotare e non ha lo zaino anfibio dovrà essere munito di un resistente e gonfiabile salvagente a giacca.

Le escursioni EEA richiedono, nell'affrontarle, una buona esperienza di torrentismo tecnico verticale e un'adeguata attrezzatura che comprenda, oltre la precedente

  • una completa borsa d'armo (con almeno una trentina di spit, placche e moschettoni o anelli di corda);
  • corde necessarie per la discesa e almeno una come riserva; 
  • attrezzatura di discesa e risalita o su corda doppia o su singola;
  • si può fare a meno della muta ma una cassetta di pronto soccorso è utilissima.

Le seguenti definizioni sono tratte dalla documentazione del CAI (Club Alpino Italiano).

Sentiero escursionistico
Sentiero privo di difficoltà tecniche che corrisponde in gran parte a mulattiere realizzate per scopi agro-silvo-pastorali, militari o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento fra valli. É il tipo di sentiero maggiormente presente sul territorio e più frequentato e rappresenta il 75% degli itinerari dell’intera rete sentieristica organizzata. (Nella scala delle difficoltà escursionistiche CAI è classificato "E” itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche).

Sentiero alpinistico
Sentiero che si sviluppa in zone impervie con passaggi che richiedono all’escursionista una buona conoscenza della montagna, tecnica di base e un equipaggiamento adeguato. Corrisponde generalmente a un itinerario di traversata nella montagna medio alta e può presentare dei tratti attrezzati - sentiero attrezzato - con parti fisse (funi corrimano e brevi scale) che però non snaturano la continuità del percorso. (Nella scala di difficoltà CAI è classificato "EE” – itinerario per escursionisti esperti).

Via ferrata o attrezzata
Itinerario che conduce l’alpinista su pareti rocciose o su aeree creste e cenge, preventivamente attrezzate con funi e/o scale senza le quali il procedere costituirebbe una vera e propria arrampicata. Richiede adeguata preparazione ed attrezzatura quale casco, imbrago e dissipatore. (Nella scala di difficoltà CAI è classificato "EEA” - itinerario per escursionisti esperti con attrezzatura).

Sentiero turistico
Itinerario di ambito locale su carrarecce, mulattiere o evidenti sentieri. Si sviluppa nelle immediate vicinanze di paesi, località turistiche, vie di comunicazione e riveste particolare interesse per passeggiate facili di tipo culturale o turistico-ricreativo. (Nella scala di difficoltà CAI è classificato "T” - itinerario escursionistico-turistico).

Sentiero storico
Itinerario escursionistico che ripercorre “antiche vie” con finalità di stimolo alla conoscenza e valorizzazione storica dei luoghi visitati; (generalmente non presenta difficoltà tecniche ed è classificato "T” oppure "E”).

Sentiero tematico
É un itinerario a tema prevalente (naturalistico, glaciologico, geologico, storico, religioso) di chiaro scopo didattico formativo. Usualmente attrezzato con apposita tabellatura e punti predisposti per l’osservazione, è comunemente adatto anche all’escursionista inesperto e si sviluppa in aree limitate e ben servite (entro Parchi o riserve). (Generalmente è breve e privo di difficoltà tecniche - "T” oppure "E”).