Esplorando il sud

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Escursioni Torrentismo tecnico - Forre Torrentismo tecnico - Caccavo

Torrentismo tecnico - Caccavo

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ID ITINERARIO: TT01

DIFFICOLTÀ ITINERARIO: EEA

SEGNALETICA PRESENTE: no 

QUOTA MASSIMA/MINIMA: 814 m / 357 m s.l.m.

SVILUPPO PLANIMETRICO: 4 Km

DURATA: 8 ore

PERIODO CONSIGLIATO: estate, autunno,

PREVISIONI METEO: Previsione locale   -  Aeronautica Militare Italiana  -  Immagine satellitare

PROFILO ALTIMETRICO, PLANIMETRICO e SEZIONE TRASVERSALE DEL SALTO:
 
@ Drygos
 
@ Drygos
 
@ Drygos

DESCRIZIONE BREVE: breve ma intenso itinerario, nel quale si discenderà una stretta e verticale forra con un dislivello di oltre 300 metri, su altrettanto sviluppo planimetrico. Dopo 25 salti (il più lungo dei quali è 60 metri), si raggiunge il fondo della gola in uno dei suoi più bei tratti: “la gola nella gola” (o “u cannaru’ezze”).

DESCRIZIONE DETTAGLIATA:
Un piccolo e poco evidente bivio di un tratturo, lungo la strada comunale Francavilla Marittima-San Lorenzo Bellizzi indica il punto di partenza di questo itinerario. La località viene chiamata “Comunella” ed è nei pressi del più ben conosciuto “paese Nuovo” (o San Lorenzo Nuovo).

Lasciate le macchine nelle vicinanze del bivio (A), si imbocca il piccolo tratturo in leggera discesa che va verso il Raganello. Il paesaggio, fin dall’inizio, è abbastanza scoperto poiché un recente disbosco ha reso la zona spoglia. Dopo una discesa, un pianoro e un’altra discesa, la strada ci porta su un ciglio roccioso a picco sul Raganello, che scorre quasi 500 metri più in basso. Questo posto lo si conosce col nome di “belvedere Calcare”. Da qui si possono osservare, come una veduta aerea, tutte le Gole Basse del Raganello. A destra e di fronte le Gole “d’Ilice”, con i bei verdi boschi di leccio, a sinistra quelle di Civita con la prorompente Timpa del Demanio e le sinuose anse del fiume.
Un po’ prima del ciglio (a), il tratturo si biforca. Noi dovremo andare a destra e seguirlo. Poco prima che finisca, bisogna deviare a sinistra, cercando di imboccare una piccola traccia che ci condurrà di nuovo al ciglio roccioso. Qui la traccia scompare quasi del tutto, ma mantenendo la destra arriveremo sul greto di un canale non perenne. Seguendolo verso valle raggiungeremo l’imbocco della “Stretta del Caccavo” (B). Quest’ultimo, conduce al Raganello (C).
Qui giunti, basterà seguirlo verso monte. Lungo il tragitto oltrepasseremo un tratto di Gola pianeggiante e poco impegnativo, senza grossi ostacoli, tipo pozze profonde non aggirabili o passaggi fra grossi macigni (ecc.). Tuttavia il paesaggio è molto bello: dove sbocca il Caccavo l’acqua del Raganello ha scavato un’altra piccola forra sul fondo del canyon. Viene considerato da molti uno dei posti più belli di tutte le Gole; poche centinaia di metri più a monte vi è un altro bel posto (b). È conosciuto con molti nomi (anfiteatro, valle degli oleandri, ecc.) ma dai pastori viene chiamato “Lamia Grande”. Si tratta di uno slargamento della parete destra delle Gole circondato da alte pareti perfettamente verticali con un caratteristico colore roseo; seguono altri due posti da segnalare. Nel primo, subito dopo la Lamia Grande, due macigni in bilico nelle due pareti fanno da “sentinelle”. Nel secondo posto (c) vi è sul letto del fiume un grosso blocco regolare a mo’ di “tavola”.
A 250 metri circa dalla “tavola” (a poco più di un Km dalla base del Caccavo), bisognerà abbandonare, dal versante destro, il greto del fiume (poco prima del ponte d’Ilice, nei pressi di alcuni alberi e alcuni segni rossi). Risalendo da qui alcuni facili gradoni arriveremo dopo pochi metri su un piccolo sentiero che va verso sinistra costeggiando dall’alto il fiume. Esso conduce ad una grossa e nota mulattiera (E). È una delle famose “vie del vino” che collegavano Civita (rinomato un tempo per il vino) ai paesi dell’interno, in questo caso San Lorenzo Bellizzi. A non più di 50 metri verso valle, la mulattiera conduce all’antico Ponte d’Ilice: un’occhiata è consigliata! Fu realizzato nel 1500 per collegare i due verticali e profondi versanti del fiume, altrimenti insuperabili a dorso di cavalcatura. Purtroppo un cedimento, avvenuto un po’ di anni fa, lo rende quasi impraticabile.
Ci si incammina poi in direzione San lorenzo Bellizzi (si ripassa dallo stesso punto di prima). Dopo alcuni tornanti fra ripidi costoni arriviamo su uno sperone panoramico (d), dove potremo osservare, nella parte opposta delle Gole, una gigantesca placca semi verticale e perfettamente liscia (“Lisci di Cruecchie”). Ancora un po’ e la faticosa salita termina. Infatti dopo poco incontreremo alcuni pianori, terminati i quali, vi è il canale Santavenere che guaderemo (e). La mulattiera poi si divide in vari piccoli sentieri. Basterà prendere uno di quelli che mantengono di poco la destra in leggera salita. Poco più avanti è di nuovo ben marcata. In corrispondenza di un piccolo e non perenne canale, si biforca (f), si seguirà quella di sinistra oltrepassando il torrentello. Dalla tanto sospirata fonte chiamata “Vena Ferrigna” (g) mancano poco più di 100 metri. L’importante è non scambiarla con una sorgente che taglia la mulattiera (questa è solo uno scarico). La fonte vera e propria è poco più sopra a qualche metro dal bordo. Continuando ancora lungo la mulattiera, arriveremo alla masseria Nicoletti (F) dove un comodo tratturo ci condurrà al punto di arrivo di questo itinerario: colle Santavenere Pietraponte (G).